Quali sono le migliori soluzioni per esportare in Cina

Per qualunque azienda che esporta o voglia iniziare a farlo, la Cina rappresenta uno dei mercati più appetibili. L’ex celeste impero viene da alcuni anni di rallentamento della crescita. Il 2015 si è chiuso con una crescita del Pil del 6,9%, sintomo probabilmente di un assestamento dopo gli anni ruggenti dell’apertura al libero mercato.

É noto che i dati economici cinesi siano sempre ritoccati, ma si tratta pur sempre di ritmi di crescita, lontani anni luce dagli zero virgola dei quali si ragiona quando si parla di Stati europei. Rimane perciò comunque un’economia in espansione, dove i nuovi ricchi si moltiplicano in maniera esponenziale e si sta creando una classe media urbana con bisogni e desideri tipici dei loro omologhi in tutto il mondo.

Anche solo per motivi demografici, i cinesi sono quasi un miliardo e mezzo, la Cina vanta di essere uno dei mercati potenziali più ampi del mondo. Con queste premesse è chiaro che le aziende italiane vogliano farsi largo in questo mercato sterminato e in molti settori ancora vergine o quanto meno arretrato.

Quali sono i prodotti che conviene esportare in Cina

Esportare in CinaInnanzitutto per esportare in Cina, bisogna domandarsi in maniera onesta se il prodotto che la nostra azienda offre ha realmente una domanda in questo Paese, o comunque se potrà averla in futuro. Può sembrare banale, ma non tutti i prodotti sono adatti per essere esportati in tutti i Paesi. Per fare un esempio semplice, non sarebbe una grande idea esportare elettronica di consumo in un Paese che è uno dei maggiori produttori di questi oggetti.

Essendo la Cina e altre nazioni asiatiche, grandi produttrici di oggetti di qualità medio bassa, per reazione i consumatori vedono tutto ciò che viene prodotto in Occidente come portatore di un valore aggiunto intrinseco. Un po’ come accadeva in Italia quando le automobili straniere erano percepite come migliori, solo perché straniere.

Per questo motivo i prodotti più facilmente esportabili in Cina sono quelli che fanno del Made in Italy, un loro forte connotato e che possibilmente rientrino in categorie immediatamente riconducibili al Paese di origine: vino Francese, moda Italiana, fuoristrada americano.

Questo non vuol dire che ad esempio le auto italiane o i nostri vini non possano avere un mercato, ma solo che certe realtà avranno ovviamente la strada spianata qui come altrove. Quindi per esportare con successo in Cina bisogna sicuramente sfruttare al massimo il potenziale del brand Italia, che in tutto il mondo è sinonimo di alta qualità e stile, puntando su una filiera il più possibile nazionale, cosa per altro frequente nella piccola e media industria.

Questo ragionamento si basa su un assunto fondamentale del commercio in Asia, ossia che non è possibile competere sul prezzo: regole diverse, incentivi statali e costo della manodopera irrisorio fanno sì che sul versante del prezzo il prodotto locale vinca sempre e di molto. Il problema si aggira appunto proponendo un prodotto la cui alta qualità giustifichi il prezzo maggiore.

Bisogna stabilire da subito quale sarà il vostro target di acquirente. Non inteso come utente finale ma piuttosto come distributore. In parole povere se siete una grande industria, potrete e dovrete rivolgervi a partner commerciali di pari grandezza. Se invece siete una piccola azienda, sarete costretti, ma anche vi converrà, cercare un partner tra i distributori più piccoli, se non addirittura direttamente tra i negozi. Certo è un processo complicato, ma oggi viene parzialmente semplificato dalla facilità di comunicazione via web.

Potrebbe invece convenirvi creare una società direttamente in Cina, ne esiste una tipologia apposita nella legislazione, che però prevede un capitale iniziale abbastanza alto, oppure potreste scegliere di aprire un ufficio di rappresentanza. In entrambi i casi approfondite i regolamenti in vigore, potreste incorrere in spiacevoli sorprese e potreste anche perdere la possibilità di operare nel Paese in futuro.

Cosa bisogna fare per operare nell’export cinese

Questo ci porta all’aspetto forse più importante quando si decide di esportare i propri prodotti, cioè conoscere norme, regolamenti ma anche usi e costumi della nazione dove andremo ad operare. E questo vale ancora di più in una realtà immensa e tentacolare come può essere la Cina, che ricordiamo si è da poco aperta agli scambi con l’occidente dopo più di cinquant’anni di sostanziale isolamento.

Al dedalo di norme si aggiungono le difficoltà linguistiche.

Non volendo o non potendo imparare il mandarino, sarà bene appoggiarsi fin da subito ad una qualche agenzia di import export specializzata, che ci aiuterà con il disbrigo delle pratiche e la traduzione degli atti fino a quando, speriamo, non ci saremo creati una nostra rete di contatti in loco.

Un aiuto sostanziale lo possiamo trovare in Make Italy Selection si occupa di fornire supporto alle aziende nazionali con rapporti commerciali con l’estero. Esportare in un paese come la Cina può essere molto difficile, e non poche sono le aziende che hanno finito per rimetterci ingenti somme di denaro. Bisogna essere sempre molto attenti nella scelta delle nostre controparti e soci locali.

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